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Secondo Festival Nazionale del Servizio Civile

Il 29 e 30 settembre scorsi a Roma, presso il Giardino Verano, si è svolto il Secondo Festival Nazionale del Servizio Civile dal titolo “GenerAzione Diritti” a cui hanno partecipato due nostri volontari che quest’anno svolgono il servizio nella sede di Addiopizzo Messina: Samuele e Ilaria.

La serata del 29 settembre viene aperta con la presentazione della figura di Don Lorenzo Milani, in onore del centenario dalla sua morte. Un sacerdote, pedagogista e scrittore italiano del XX secolo, noto per la sua straordinaria dedizione all’educazione e alla giustizia sociale e promotore di un approccio educativo basato sulla partecipazione attiva, la solidarietà e la critica sociale delle quali il miglior esempio fu la scuola di Barbiana dove Milani intraprese una rivoluzionaria sperimentazione educativa.

Nel corso dell’incontro sono stati affrontati vari interrogativi e pensieri sulla sua figura, per esempio: Se ci fosse un modo per accostare la figura di Don Milani e della scuola di Barbiana alla Costituzione italiana e le tappe che lo portarono all’obiezione di coscienza quando, ai tempi, era ancora un reato. Don Lorenzo Milani rimane una figura di grande ispirazione, il cui impegno per la trasformazione sociale attraverso l’educazione continua a influenzare le generazioni successive. La sua dedizione alla causa dell’uguaglianza e della giustizia ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’educazione italiana. Ha preso la parte dei poveri e degli oppressi, un insegnamento che dovrebbe essere preso d’esempio e che il Servizio Civile Universale continua a portare avanti.

Altri due temi importanti affrontati durante la serata sono stati: la solidarietà e l’inclusività. L’universalità è un tema su cui impegnarsi per garantire maggiore accesso al Servizio Civile, tema che non ha a che fare solo con le risorse ma anche con il senso dell’opportunità di crescita che i ragazzi possono riscontrare. Esso, infatti, deve essere visto come un processo di miglioramento continuo, non soltanto da parte dei giovani ma anche degli enti che ospitano i progetti poiché fa comprendere le difficoltà e le richieste all’interno del territorio, così da dare un’opportunità di cambiamento attivandosi e coinvolgendo i giovani in questo percorso. Bisogna immaginare la società in modo nuovo, più inclusivo, bisogna dare voce a chi solitamente non ha la possibilità di parlare.

Il toccare le cose con mano manca nell’educazione, invece nel servizio civile è presente, è un imparare facendo dando però senso a ciò che viene fatto. Bisogna vivere i conflitti e provare a trasformarli, crescere ed essere capaci di impegnarsi e di assumersi le proprie responsabilità. Il Servizio Civile viene visto come una palestra, una scuola di formazione su cui investire, promuovendolo all’interno delle scuole, tramite laboratori per favorire l’impegno dei giovani sia nel servizio civile che non.

Durante la serata del 30 settembre i nostri ragazzi hanno partecipato all’iniziativa promossa dalla UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) denominata “Biblioteca Vivente”, un metodo innovativo, semplice e concreto che promuove l’intercultura, il dialogo, la diversità e l’apertura mentale, favorendo la comprensione tra persone di diversa età, sesso, stili di vita e background culturale.

Si tratta di una biblioteca vera e propria completa, ma con una peculiarità: i libri sono persone in carne ed ossa, desiderosi di scardinare pregiudizi e stereotipi sulle minoranze rendendosi disponibili attraverso il dialogo e l’ascolto a discutere delle proprie esperienze e i propri valori con chi gli si accosta. Durante l’interazione, di circa 30 minuti, i “lettori” fanno domande, ascoltano e imparano dal “libro vivente”. Il nostro volontario Samuele ho vissuto personalmente quest’esperienza, trovandola affascinante e particolarmente costruttiva, scegliendo la storia di Sina, chiamata il “gladiatore Persiano”. «Ascoltandolo ho avuto l’opportunità non solo di conoscere la sua storia molto travagliata che dall’Iran, suo paese d’origine, lo ha portato a Roma da rifugiato politico, ma soprattutto di sdoganare parecchi tabù e stereotipi che circondano la millenaria cultura iraniana.»

Infine, Samuele ha avuto la possibilità di intervistare brevemente il responsabile delle attività di integrazione sociale della UILDM italiana, Max Guitarrini.

 -Da dove nasce l’idea della biblioteca vivente?

«… non è una nostra idea (UILDM) ma nasce in Europa, in Danimarca negli anni ’90 a seguito di un’aggressione razzista. È un’idea che viene da un gruppo di ragazzi che ha voluto dare una risposta positiva agli episodi di discriminazione di ogni tipo. Dobbiamo imparare attraverso strumenti nuovi a convivere insieme tra persone con punti di vista differenti. La biblioteca vivente è uno strumento fortissimo perché scommette sulla relazione, noi crediamo fortemente che ognuno di noi, ogni essere umano, abbia quelle capacità innate di empatia «…» La biblioteca vivente crea uno spazio di relazione, è come una biblioteca tradizionale ma al posto dei libri fisici vi sono dei libri viventi che hanno delle storie particolari da raccontare e permette in uno spazio di prestito bibliotecario di circa mezz’ora di conoscere storie e venire a contatto con mondi che spesso non dialogano nonostante viviamo in una contraddizione perché con i dispositivi moderni che noi utilizziamo, che ci permettono di essere sempre connessi gli uni con gli altri in realtà siamo tutti più soli. I sociologi la chiamano “bolla delle relazioni” in cui frequentiamo solo persone che la pensano come a noi, che hanno la nostra stessa cultura, i nostri stessi punti di vista sulla realtà. Ecco, qui si ha la possibilità di avere altri punti di vista! Questa è la nostra terza edizione, i libri umani sono tutte persone volontarie e attivisti «…» tutti loro credono che solo con l’incontro e il dialogo si possano acquisire competenze utili per poter convivere insieme.»

-Quanto è importante l’ascolto?

«Per entrare in relazione con qualcuno occorre ascoltarsi, ascoltare l’altro ed è solo nella relazione che si crea la magia. Il bello di questo laboratorio è che noi non ascoltiamo passivamente ma entriamo in relazione con un mondo e riconosciamo l’umanità che c’è nell’altro.»

In foto: I volontari e il responsabile di UILDM e della Biblioteca Vivente

Tra gli altri stand è balzata agli occhi l’iniziativa promossa da Aism (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) denominata “Senti come mi sento”.

L’esperienza si presenta come un laboratorio esperienziale sulla Sclerosi Multipla nel quale le persone, tra i quali i nostri volontari, hanno avuto l’opportunità di provare, sentire, attraverso simulatori di dolore in alcune parti del corpo, ciò che provano le persone affette dalla SM.

Un’altra iniziativa interessante è stata proposta dai volontari di “Io non rischio”, che hanno posto l’attenzione sulle buone pratiche di protezione civile che bisognerebbe tenere in caso di calamità naturali quali: Terremoto, Maremoto e Alluvione. Ai nostri volontari sono state poste delle domande con lo scopo di conoscere i comportamenti che una persona potrebbe avere in caso di calamità naturale per poi fargli apprendere consigli utili per sopravvivere.

L’ultima iniziativa da citare ha come parola d’ordine “Rimuovere gli ostacoli”.

I volontari di questo progetto hanno creato un gioco il cui scopo è stato quello di lanciare una pallina contro sette bottigliette con su scritto degli ostacoli che tutti noi dovremmo abbattere quali la dittatura, il razzismo, la discriminazione sessuale, l’inaccessibilità linguistica, lo stato confessionale, le barriere architettoniche e l’assenza di welfare.

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